L’una

Un nome non ce l’ho

Freewoman offre un’alternativa a chi vive situazioni di sofferenza e disagio.

Free Woman promuove la salute e il benessere, il lavoro e l’autodeterminazione delle persone, specialmente quando i diritti sono a rischio.

Nasce come associazione di volontariato nel giugno del 2000, per iniziativa di un gruppo di persone desiderose di offrire una alternativa alle donne che si prostituivano lungo la strada statale adriatica.

Capita la complessità del fenomeno, i volontari e gli operatori professionali presto affiancati hanno dato avvio a una serie di progetti e servizi, che senza interruzione dura fino ad oggi.

Ben presto, le attività sono state estese alle persone fatte oggetto di sfruttamento lavorativo o dell’accattonaggio.

Free Woman opera inoltre a favore delle persone che richiedono la protezione internazionale, sia come come ente gestore di centri di accoglienza straordinaria (dal 2015), sia come ente accreditato per la valutazione di eventuali forme di tratta e sfruttamento tra le persone che fanno domanda di protezione internazionale.

Nell’aprile del 2025 ha modificato la propria forma associativa, abbandonando la qualifica di organizzazione di volontariato, pur rimanendo un ente del terzo settore (ETS).

Free Woman ETS opera nelle province di Ancona e Pesaro Urbino. Per questi territori è ente attuatore del programma di assistenza e integrazione sociale.

A chi mi chiedeva chi ero e cosa facevo ho sempre risposto
“Sono una, non ce l’ho un nome, chiamami come ti pare!”.
Sono fuoriuscita da me a poco a poco.
Hai presente quando gli altri ti premono sulla vita
e fai quello che non vorresti?
Ci prendono per strade, in cui sopra può passare tutto.
E’ una trappola sopravvivere.
Ero acqua di fiume, in letti mai scelti da me.