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L’associazione propone l’idea che nessuno può dirsi indifferente allo sfruttamento, barricandosi dietro una presunta competenza territoriale. Il fatto che alcuni fenomeni siano più facilmente localizzabili non esclude la possibilità di concepirli come fenomeni che riguardano il territorio provinciale (per fermarci ad un livello amministrativo) nel suo complesso, perché vi sono principi di solidarietà sociale da condividere prescindendo dalle contingenze micro-territoriali.
Del resto se vogliamo esaminare il caso dell’esercizio della prostituzione di strada, fenomeno tra i più visibili, è ben noto che la clientela della prostituzione tende a muoversi dall’intero territorio, verso le zone in cui trovare l’offerta di sesso a pagamento. Quindi almeno uno dei contraenti lo scambio sesso-denaro può risiedere in un luogo diverso da quello in cui viene consumato il rapporto.

Si può aggiungere inoltre che le strutture di accoglienza gestite dall’associazione non si trovano nei pressi dei luoghi dello sfruttamento, per evidenti motivi di sicurezza e che le persone in protezione sociale che sono in grado di trovare una autonoma sistemazione abitativa (seguite dall’associazione come prese in carico territoriali), scelgono di abitare un po’ ovunque, in ambito provinciale.

Per questi motivi, e forse anche per merito dell’opera di sensibilizzazione intrapresa in questi anni, gli interventi di protezione sociale sono sostenuti anche da numerosi comuni che non sono direttamente interessati dalla prostituzione di strada.

Negli anni, numerosi Enti Locali hanno contribuito economicamente alle attività di Free Woman, aderendo al progetto Opportunity. Questi enti sono indicati nella nostra pagina web su I progetti.
L’azione di rete si concretizza in una attività di contatto e collegamento tra servizi differenti, per facilitarne la comunicazione e la collaborazione a beneficio dell’utente.
L’associazione contribuisce alla nascita, allo sviluppo e all’implementazione sul territorio di una rete di risorse, formali ed informali, capaci di garantire una effettiva possibilità di accesso a servizi di base, e di creare opportunità di inserimento sociale e lavorativo. Presta la propria consulenza gratuita, ad enti ed organizzazioni, perché possano offrire servizi e soluzioni “a bassa soglia”.
La rete è costituita su differenti registri:
- azione di rete rivolta alla comunità locale, per consolidare attraverso una azione di sensibilizzazione una rete di solidarietà composta da associazioni di base, gruppi e famiglie.
- azione di rete rivolta a servizi socio-sanitari, servizi per l’impiego e la formazione e centri di accoglienza, orientamento e aiuto promossi da enti e organizzazioni senza scopo di lucro.
- azione di rete di tipo istituzionale, rivolta ai decisori politici, anche attraverso la partecipazione ai Tavoli regionali e provinciali sulla prostituzione e sulla Tratta, al Consiglio Territoriale per l’immigrazione, gruppo ad hoc sulla tratta presso la Prefettura di Ancona; al Tavolo provinciale sulla prostituzione e sulla tratta; il Tavolo Permanente Intercomunale (Falconara M.ma, Montemarciano e Senigallia), i Tavoli tematici per la programmazione dei Piani di Zona
- azione di rete rivolta ad altre realtà impegnate nel settore specifico della tratta, a livello locale, nazionale e internazionale.
- collaborazione con i funzionari e i dirigenti dell’Ufficio Stranieri e della Squadra mobile della Questura di Ancona, in merito alle problematiche legate alla concessione del permesso di soggiorno.
Il progetto Opportunity lavora in rete con esperienze analoghe, principalmente nel Centro Nord Italia, scambiando esperienze ed informazioni, allontanando dal territorio potenzialmente pericoloso le persone che entrano in protezione sociale e attivando percorsi di protezione sociale per persone che vengono inviate da altri progetti, per le stesse ragioni.

 

 
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