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Tutte le azioni promosse da Free Woman si propongono di produrre benefici concreti e durevoli per il gruppo che risulta in condizioni di maggiore fragilità sociale.
L’associazione cerca di farsi interprete dei bisogni delle persone e dei gruppi concepibili come propri beneficiari finali, soggetti che spesso non possono intervenire nella contrattazione sociale, organizzando di conseguenza le attività rivolte ad altri possibili destinatari, come le amministrazioni pubbliche, le organizzazioni che rappresentano interessi collettivi, le realtà del mondo imprenditoriale, le comunità locali o l’opinione pubblica.
I potenziali beneficiari finali delle azioni positive promosse dall’associazione differiscono secondo il tipo di azione proposta.
Le azioni di tutela della salute sono rivolte a tutte le persone che si prostituiscono, in qualsiasi forma e contesto, incluso chi si prostituisce per propria scelta e in piena libertà.
I servizi previsti da queste azioni sono accessibili a tutti, senza distinzione di genere e nazionalità, e sono principalmente costituiti da una unità mobile itinerante (unità di strada) e da un servizio di accompagnamento (in genere ai servizi sanitari) su appuntamento.
Nell’attività rivolta a chi si prostituisce, l’associazione promuove il safe sex (sesso sicuro). Le operatrici sociali e le mediatrici culturali comunicano informazioni utili alla salvaguardia della salute individuale dei contraenti il rapporto sessuale in cambio di denaro e, di conseguenza, della salute collettiva.
Le misure di protezione sociale sono rivolte alle persone che sono state oggetto di sfruttamento.
I servizi previsti da queste misure sono riservati alle persone adulte straniere e sono vincolati dalle norme di attuazione dell’art.18 D.Lgs 286/98.
L’inserimento di una persona in un programma di protezione sociale è possibile qualora un ente riconosciuto (ai sensi artt. 52 e 54, D.P.R. 394/99), come l’associazione Free Woman Onlus, avendo preventivamente valutato la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge, formuli un progetto individuale di integrazione sociale.
L’inserimento in protezione sociale deve essere approvato dalla Questura di competenza, alla quale il cittadino straniero deve richiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Non è pertanto possibile decidere autonomamente di averne diritto e accedere direttamente alle strutture di accoglienza dell’associazione.
Alle persone che possono beneficiare delle misure di protezione sociale viene rilasciato un “permesso di soggiorno per motivi umanitari”, della durata di sei mesi, rinnovabile (D.Lgs. 286/98, art.18 c.4), che consente di lavorare e di studiare, ma non permette il ricongiungimento familiare. Al termine di un positivo percorso di protezione sociale la Questura converte il permesso per motivi umanitari in un “normale” permesso di soggiorno per lavoro (se si lavora, al momento del rinnovo).
Le tre strutture di accoglienza di cui l’associazione dispone attualmente sono organizzate per l’esclusiva presenza di donne. Uomini e transgender (persone che non si riconoscono nel proprio sesso biologico) possono essere presi in carico se ospitati da strutture di altri enti oppure se dispongono di una propria abitazione.
Per chi dispone di un proprio alloggio, donne incluse, l’associazione attiva delle prese in carico territoriali.
L’associazione non può accogliere minori, che devono perciò essere presi in carico da parte dei servizi sociali territoriali.
Nel predisporre le misure di protezione sociale, l’associazione attiva le risorse previste dal quadro normativo specifico vigente, impegnandosi nell’offerta, alle persone in accoglienza, di adeguati mezzi di promozione e sviluppo delle potenzialità individuali. Obiettivo finale di queste azioni è consentire alle persone che ne beneficiano, nel più breve tempo possibile, di raggiungere l’autonomia.
La persona accolta è riconosciuta nella propria specificità culturale di origine, nelle sue credenze e pratiche, nel rispetto delle leggi in vigore, ed è accompagnata nel percorso di ricerca di autonomia nel rispetto della sua identità fisica, morale, affettiva e spirituale.
In generale l’associazione si impegna ad aiutare tutte le persone straniere con le quali entra in contatto affinché vedano riconosciuti i propri diritti in ambito di assistenza sanitaria, di diritto di famiglia, ecc. sia come cittadini stranieri regolarmente presenti, sia come stranieri temporaneamente presenti in Italia.

 
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